IAS 19

LA VALUTAZIONE DEL FONDO TRATTAMENTO DI FINE RAPPORTO

SECONDO LE DISPOSIZIONI CONTENUTE NELLO IAS 19

NELLA REDAZIONE DEL BILANCIO CONSOLIDATO E DI ESERCIZIO

PREMESSA

Il regolamento europeo n.1606/2002 (ultimo aggiornamento “Regolamento (UE) 2015/29 della Commissione” del 17 Dicembre 2014) impone alle società quotate nei mercati regolamentati europei l’adozione dei principi contabili internazionali (IAS/IFRS), a partire dal 1° Gennaio 2005, per la redazione del bilancio consolidato. La Commissione europea punta in questo modo ad eliminare le barriere alla negoziazione di titoli tra paesi dell’Unione, assicurando una maggiore trasparenza e comparabilità dei bilanci.

Il regolamento conferisce, inoltre, ai governi degli stati membri la facoltà di prevedere la adozione degli IAS anche per la redazione dei bilanci d’esercizio e di consentirne l’applicazione anche alle imprese non quotate.

In Italia, ad oggi la legge delega prevede che, a partire dall’ esercizio 2005, lo IAS 19 insieme agli altri principi internazionali, debbano essere applicati nella redazione dei bilanci consolidati dalle seguenti categorie di soggetti:

  1. Società quotate e loro controllate (italiane ed estere) incluse nell’area di consolidamento di Gruppo;

  2. Istituti di credito ed intermediari finanziari sottoposti alla vigilanza della Banca d’Italia e dell’ ISVAP;

  3. Società che emettono strumenti finanziari diffusi tra il pubblico;

  4. Società controllate (direttamente od indirettamente) dai soggetti obbligati di cui sopra, ed incluse nell’area di consolidamento degli stessi, al fine della predisposizione del bilancio consolidato di Gruppo.

La legge delega Italiana ha riconosciuto inoltre ai soggetti obbligati di cui sopra, la facoltà di adottare a partire dall’esercizio 2005, i principi contabili internazionali anche per la redazione del bilancio di esercizio.

IAS 19 E LA VALUTAZIONE DEL TFR

Lo IAS 19 disciplina il trattamento contabile e la relativa valutazione al fine della redazione del bilancio delle passività relative ai benefici che una società può garantire a favore dei propri dipendenti, distinguendo le seguenti quattro categorie:

  1. benefici a breve termine (salari, stipendi, etc.);

  2. benefici successivi al termine del rapporto di lavoro (pensioni, assicurazioni ed altri benefici previdenziali);

  3. benefici a lungo termine (incentivi, retribuzioni differite, etc.);

  4. benefici dovuti per la cessazione del rapporto di lavoro (trattamento di fine rapporto – TFR).

Le maggiori differenze introdotte dallo IAS 19 rispetto all’attuale normativa, riguardano i benefici, di cui al precedente punto IV. (TFR). Ad oggi infatti le società italiane calcolano il TFR sulla base di quanto effettivamente maturato dai dipendenti a partire dalla data di assunzione sino alla data di valutazione stessa (data di chiusura di bilancio), sommando per ciascun anno di servizio una quota pari all’importo della retribuzione annua divisa per 13,5.

Secondo quanto previsto dallo IAS 19 e rispetto alle indicazioni fornite dall’International Financial Reporting Interpretation Commitee (IFRIC) riguardo al trattamento contabile dell’istituto italiano del trattamento di fine rapporto, l’ammontare del TFR deve essere calcolato utilizzando una metodologia di tipo attuariale, le cui fasi principali possono essere sintetizzate come segue:

  • si proiettano sulla base di una serie di ipotesi probabilistico-finanziarie (incremento del costo della vita, incremento retributivo, probabilità di decesso, invalidità, dimissioni, pensionamento, ecc.) i possibili futuri TFR che potrebbero essere erogati a favore di ciascun dipendente; in tal modo la stima includerà ovviamente i probabili futuri accantonamenti annui;

  • si calcola poi alla data della valutazione, sulla base del tasso annuo di interesse adottato e della probabilità che ciascun TFR ha di essere effettivamente erogato, il valore attuale medio dei futuri TFR.;

  • si definisce la passività per la società individuando la quota del valore attuale medio dei futuri TFR che si riferisce al maturato dal dipendente in azienda alla data di valutazione;

  • si individua sulla base della passività determinata e della riserva accantonata in bilancio la riserva riconosciuta valida ai fini IAS.

Le proiezioni effettuate dovranno tenere conto delle somme di TFR destinate al finanziamento del fondo pensione aziendale, qualora presente, della possibilità di richiedere anticipazioni di TFR e della specifica dinamica salariale dei dipendenti. Il risultato che si ottiene è generalmente quello di determinare un accantonamento annuo e una passività più contenuti rispetto a quelli attualmente contabilizzati.

IAS 19

CONCLUSIONI

L’impatto finale sui bilanci delle società dovuto all’applicazione dello IAS 19 dipenderà essenzialmente: (i) dalla tipologia e dal numero di prestazioni e programmi specifici presenti in azienda per i propri dipendenti; (ii) dalla corretta predisposizione e quantificazione delle ipotesi tecniche su cui basare la valutazione.

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