IFRS 9: Expected credit losses

Nel 2014, l’IFRS 9 ha sostituito in tutto e per tutto lo IAS 39, in vigore dalla fine del 1998. In quell’anno lo IASB (International Accounting Standards Board), responsabile dell’emanazione dei principi contabili internazionali, lo emanò al fine di andare a stabilire i principi necessari per la rilevazione, valutazione e informativa di bilancio degli strumenti tanto finanziari che non. Le modifiche apportate con IFRS 9 sono diverse: c’è un nuovo modello di classification and measurement, l’impairment, l’hedge accounting e delle passività proprie. Sebbene il tutto si applicherà a partire dal 1° gennaio 2018, è permessa un’applicazione anticipata.

IFRS 9

IFRS 9: cosa comporta?

Uno dei vantaggi che porterà con sé l’IFRS 9 è un riconoscimento più veloce delle expected credit losses, ossia delle perdite attese. Si punta, quindi, sia a semplificare le regole che a rafforzare la fiducia degli investitori nei bilanci delle banche e del sistema finanziario. Si deve notare che viene introdotto un nuovo approccio per la classificazione degli strumenti finanziari. Inoltre, è previsto un unico modello di impairment delle attività finanziarie, così da andarli a misurare.

Lo IFRS 9 introduce anche delle nuove politiche di hedge accounting, in modo da allineare il tutto a quelle che sono le varie attività di risk management. Questo è utile per delle analisi degli impatti a livello di aggregati di bilancio e non solo. Attenzione, l’area del macro hedging si rifà a un principio contabile, che è l’IFRS 98.

Ma non finisce qui, perché con l’introduzione del nuovo standard contabile, gli istituti di credito si troveranno a dover far fronte a nuovi aspetti e fenomeni. Si va dall’incremento di valore delle rettifiche su crediti, soprattutto della generica bonis, e delle rettifiche analitiche. Si deve tenere conto anche dell’aumento della volatilità delle stime di valore, nonché di tutti quelli che sono i costi amministrativi per la gestione dei dati, dei nuovi sistemi informativi e modelli.

Inoltre, si deve anche considerare ratios patrimoniale e pricing degli strumenti finanziari. Come detto in precedenza, il nuovo standard contabile entrerà in vigore nel 2018, ma gli istituti creditizi stanno già effettuando il passaggio, così da non essere colti impreparati dalle novità.