Previdenza complementare

 

Il sistema pensionistico italiano è soggetto a continue modifiche, con innalzamento dei limiti di età e con pensioni sempre più contenute, che difficilmente permetteranno di garantire un tenore di vita adeguato alla fine dell’attività lavorativa. Per integrare la pensione pubblica con una rendita o altri strumenti finanziari è fondamentale per poter affrontare con serenità il futuro.
La Previdenza Complementare è lo strumento con cui integrare l’assegno sociale corrisposto dallo Stato al momento del ritiro dal lavoro, con un’entrata aggiuntiva. Attraverso la stipulazioni di un Piano Individuale Pensionistico, che prevede il versamento mensile da parte dei lavoratori di una certa somma, è possibile costruire una rendita vitalizia integrativa, che aggiunta alla pensione pubblica o a quella della propria categoria professionale, consente di far fronte al futuro in modo dignitoso.

Vantaggi della previdenza complementare

Le diverse soluzioni di previdenza complementare sono altamente personalizzabili, infatti il lavoratore può scegliere quanto e come investire, e modificare anche le proprie decisioni in futuro. Inoltre presentano un’ampia libertà e flessibilità, infatti le quote da destinare ogni mese al fondo integrativo, possono essere sospese per qualche tempo, qualora per qualsiasi motivo le somme servono a far fronte ad altre esigenze.
I soggetti che possono usufruire della previdenza complementare sono i lavoratori dipendenti, autonomi o con altri tipi di contratti, come ad esempio quelli a progetto o occasionali, i liberi professionisti e coloro che non hanno un un’occupazione stabile.

Come costruire la pensione integrativa

Il lavoratore dipendente puoi optare per diverse forme di previdenza complementare, che possono essere a adesione individuale o collettiva.
Nel primo caso contribuzione è costituita dalla quota di Trattamento di Fine Rapporto futuro, ovvero di quello maturato dal momento della stipulazione del piano pensionistico integrativo e fino alla fine del lavoro. A cui deve essere aggiunto un contributo personale e quello del datore di lavoro.
Nel caso di adesione collettiva la formazione della quota da versare è basata sulle voci precedenti con la differenza che l’importo del contributo personale del lavoratore è stabilito da accordi collettivi della categoria.
I lavoratori autonomi e i l iberi professionisti l’intera quota è basata sul loro contributo personale.

Per sfruttare i vantaggi che la previdenza complementare offre a lavoratori e aziende, è importante utilizzare fondi pensioni costituiti su quote e investimenti che tengano conto delle dinamiche economiche e finanziarie che possono incidere sui rendimenti e sulla rendita futura. A tal fine è bene rivolgersi a società che si occupino di analisi statistiche e attuariali come lo Studio Managers e Partners, per avere delle valutazioni attuariali accurati del TFR e modellare dei prodotti finanziari che tengono conto di tutte le variabili che possano incidere sulla rendita.