In occasione del 75esimo anniversario dell’Ordine degli Attuari, celebrato a Roma dal Consiglio Nazionale degli Attuari con il Convegno “L’Attuario: 75 anni di storia e il progetto per il futuro”, è emerso che in questo settore la domanda supera l’offerta: gli statistici attuari sono sempre più ricercati, in Italia prima di tutti gli altri Paesi.

Nel mondo si contano circa 100mila attuari, 23mila in Europa, mentre in Italia siamo ancora sotto la soglia dei mille. Ciò significa che ci sono buone probabilità di trovare velocemente lavoro, in particolare nei settori che solo negli ultimi tempi hanno iniziato a ricercare profili di questo genere. Ad esempio, gli attuari lavorano principalmente in compagnie assicurative (nel 45% dei casi), nella previdenza e nei fondi sanitari (16%) o come liberi professionisti (13%). Invece, nel mondo finanziario e nelle Autorità di vigilanza ne viene impiegato, ad oggi, solo il 5%.

Ma, ben presto, queste cifre sono destinate a crescere e, se crescono le posizione aperte, aumenteranno anche le competenze degli attuari stessi che dovranno specializzarsi nei vari settori della professione: risk management aziendale, sanità complementare, valutazioni di solvibilità, rischi operativi e reputazionali, rischi legati alle catastrofi naturali e all’ambiente, data quality, big data e sicurezza informatica.